| Dal nostro DNA la formula per restare giovani e sani |
Un nuovo test ci permette di non invecchiare
Dopo oltre un anno di ricerche, coordinate dalla divisione guidata dalla
dr.ssa Daniela Mologni, tecnologa farmaceutica, la NGC Medical SpA con
la consulenza del prof. Nicola Sorrentino, medico-nutrizionista
specialista in scienza dell’alimentazione e dietetica e del dott. Bruno
Mandalari, specialista in dermatologia clinica e chirurgica, ha
lanciato, da pochi giorni, sul mercato italiano un nuovo test semplice e
alla portata di tutti che permette di scoprire come contrastare
l’invecchiamento in generale. Dal nostro DNA nasce la formula per
sconfiggere il tempo, o per lo meno a contrastarne l’invecchiamento.
La soluzione è NutriGeneCode , un test non invasivo che permette a tutti
di scoprire il proprio tallone di Achille e, quindi, di intervenire in
maniera preventiva per rimanere giovani e sani il più a lungo possibile.
Ci siamo rivolti al professor Sorrentino per avere dei chiarimenti su
questa nuova metodica.
In cosa consiste questo nuovo procedimento e a cosa serve?
NutriGeneCode è un vero e proprio test, che consente di identificare la
predisposizione ai meccanismi di invecchiamento grazie alla mappatura di
determinate mutazioni del DNA. Il vantaggio di questo tipo di indagine è
di non essere per nulla invasivo. Il medico lo attua sfiorando, con un
apposito tampone, le mucose della bocca e preleva così alcune cellule
che vengono poi inviate per le analisi, in un rinomato laboratorio di
ricerca sul DNA negli Stati Uniti. Da qui, tempo un mese, arrivano i
risultati in base ai quali si stende una sorta di strategia d’attacco
contro il tempo.
Quindi lei mi sta dicendo che con l’ausilio della genetica possiamo
prevenire alcuni aspetti negativi dell’avanzare dell’età?
È mia convinzione che la genetica sia la nuova frontiera del well being,
una sorta di ‘fonte dell’eterna’ giovinezza perché, in maniera
attendibile, ci dà la possibilità, di prevedere come il nostro corpo
reagirà e si comporterà in futuro. Di conseguenza, mettendo in atto
preventivamente comportamenti alimentari virtuosi e con l’assunzione di
integratori dedicati, potremo mantenerci più sani e giovani.
Ma in che modo i risultati del test sul DNA ci potranno dire come
diventeremo?
Attraverso gli SNPs. Per chiarire è utile fare un passo indietro. Anni
fa lo Human Genome Project, oltre ad aver rivelato la sequenza del DNA
umano, ha messo in luce come ciascuno di noi abbia il 99,9% di identità
genetica con gli altri. La variabile, quella, cioè, che determina le
caratteristiche individuali, si limita allo 0,1% di materiale ereditario
dato da piccole variazioni di sequenza chiamati SNPs (single nucleotide
polymorphisms). Bene, proprio i gruppi di queste variazioni, sommandosi,
determinano la suscettibilità o la resistenza a molte delle malattie più
comuni, come il diabete, l’alzheimer, ecc.
Quindi è attraverso gli SNPs che possiamo modificare il nostro destino?
Non esageriamo. Per prima cosa la suscettibilità a una patologia non
coincide con la certezza di ammalarsi, ma indica un rischio più alto
rispetto alla popolazione generale. In secondo luogo, la comparsa dei
sintomi è dovuta all’interazione tra il corredo genetico e i fattori
ambientali. Nel caso, poi, del nostro test, gli SNPs presi in esame sono
quelli che riguardano l’invecchiamento e le sue cause concomitanti sulle
quali è possibile intervenire per tempo, tenendo così alla lontana, per
esempio, le problematiche relative ai vari metabolismi,
all’infiammazione e all’apparato scheletrico.
Lei vuole dire che una volta accertate le nostre suscettibilità potremo
contrastare i processi di invecchiamento?
Certamente con due armi tanto efficaci quanto innocue: un alimentazione
mirata e il supporto di integratori ad hoc già in commercio nelle
farmacie. Il test, invece, può essere somministrato solo da personale
medico adeguatamente formato dalla rete di NGC Medical.
Quindi per semplificare, per non invecchiare o per farlo bene, sarà
sufficiente ricorrere a un corretto regime alimentare coadiuvato dagli
integratori più utili?
Il discorso, come mi è capitato di dire più volte è molto più ampio. Non
è solo la dieta che può influenzare il decorso
biologico della vita.
Sono importanti altri fattori: integrazione mirata, ottimo senso della
spiritualità, minor senso
dell’urgenza, migliore gestione dello stress,
sentirsi utili, desiderati e amati.
Sentirsi amati è, quindi, un modo per non invecchiare?
Dico che sentirsi amati è il modo per sentirsi vivi, sempre. |
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