Caffè

Caffè e caffeina: tra mito e realtà

Caffè in tazza e in chicci tostati

Ci siamo mai chiesti quali sono gli effetti del caffè sulla nostra salute? Molti pensano che possa rappresentare un fattore di rischio per il cuore e per il sistema nervoso. Ma secondo l’FDA (Food and Drug Administration), bere cinque espressi al giorno non fa male. Anche l’European Food Safety Authority concorda con l’organo di controllo statunitense, sostenendo che 400 milligrammi di caffeina al giorno non costituiscono un pericolo per gli adulti non in gravidanza.

Il caffè contiene più di 900 sostanze diverse, e individuarle tutte non è facile. Contiene molti antiossidanti, ma il suo componente principale è la caffeina. Il caffè in generale migliora la funzione cognitiva, stimola il buonumore, l’attenzione e l’energia mentale. Può attenuare il mal di testa, aiuta la digestione, protegge il fegato e previene alcuni tumori. Il caffè non rientra tra i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e non alza i livelli di colesterolo nel sangue. È sconsigliato, invece, ai bambini particolarmente sensibili alla caffeina.

Una tazzina di caffè espresso del bar apporta circa 40 mg di caffeina, quello fatto in casa con la moka circa 80 mg, mentre un caffè lungo americano ne contiene 120 mg. Il ristretto del bar, che molti pensano più forte, contiene in realtà meno caffeina di quello lungo. Dosi eccessive, oltre 8 tazzine di caffè, possono causare stati d’ansia e aritmie. La comunità scientifica concorda che la dose giornaliera consigliata di caffeina è di circa 300-400 mg, che corrisponde a circa 4-6 tazzine di caffè. Personalmente, consiglio di non superare la dose di quattro tazzine al giorno.

La caffeina entra in circolo in circa trenta minuti e viene assorbita nell’arco di un’ora. Non tutti, però, reagiscono allo stesso modo, e chi la elimina lentamente gode maggiormente dei suoi effetti benefici. Sono queste le persone che spesso non riescono a dormire di notte se assumono caffè nel pomeriggio. Meglio optare per un decaffeinato, che per la nostra salute ha gli stessi effetti positivi, senza le fastidiose controindicazioni di agitazione e insonnia. In ogni caso, anche il decaffeinato contiene caffeina, seppur in piccole percentuali: una tazzina ne apporta circa 5 mg.

Il caffè può aiutare a dimagrire: già il solo fatto che una tazzina apporti solo 2 calorie circa lo rende una bevanda adatta al dimagrimento. Accelera il metabolismo energetico, favorisce la diuresi e ha un lieve effetto anoressizzante.

Molto discusso per le sue proprietà antiossidanti, ma soprattutto per il dimagrimento, è il caffè verde. Generalmente venduto in capsule, esiste anche in bustine e può essere consumato come un normale tè. In questo tipo di caffè i chicchi sono verdi perché non vengono tostati. Tra i suoi componenti è presente l’acido clorogenico, che si ritiene possa avere gli effetti straordinari sopracitati, anche se non tutti sono d’accordo.

Se pensiamo di assumere il caffè per dimagrire, probabilmente siamo in errore. Certamente, però, non sbagliamo se lo beviamo semplicemente perché ci piace.